ROMA - Il Tar di Bolzano ha annullato l'autorizzazione per un "punto raccolta di gioco con apparecchi Vlt”, troppo vicino a due strutture sanitarie e socio-assistenziali non aventi carattere residenziale, inserite tra i cosiddetti "luoghi sensibili". La legge provinciale di Bolzano, infatti, impone almeno 300 metri di distanza tra sale da gioco e luoghi sensibili. I giudici amministrativi, hanno accolto - solo in relazione a questo punto - il ricorso presentato nel 2016 da 11 società appartenenti al complesso “Kampill Center” situato alla periferia nord di Bolzano, nei cui uffici si svolgono compiti e servizi di assistenza e consulenza in ambito socio-assistenziale. Il Tar ha ricordato che già la legge regionale del 1992 disciplinava "le autorizzazioni all’apertura delle sale giochi ed alla raccolta di giocate tramite videoterminali (VLT), escludendone il rilascio in favore di esercizi localizzati nel raggio di 300 metri da luoghi definiti 'sensibili'". Successivamente, poi, la legge regionale del 2016, ricorda ancora il Tribunale amministrativo, ha incluso tra i luoghi sensibili “tutte le strutture sanitarie e socio-assistenziali pubbliche e private che svolgono attività di accoglienza, assistenza e consulenza”, e dunque non residenziali.
In merito, invece, alle licenze per sale giochi, sempre situate nel medesimo complesso, il Tar Bolzano ha evidenziato che le autorizzazioni "sono state adottate anteriormente all’inserimento dei Comprensori nel novero dei luoghi 'sensibili'", pertanto va confermata "la legittimità e conformità delle autorizzazioni medesime". Il Tar ha, dunque, rigettato definitivamente questa parte del ricorso.
SA/Agipro