ROMA – Nel biennio 2022-2023 la raccolta del settore dei giochi è cresciuta di oltre un terzo rispetto al periodo pre-Covid, ma il segmento degli apparecchi slot e vlt ha visto la sua raccolta calare di oltre il 27% (-12,7 miliardi). Nello stesso periodo, la raccolta delle altre categorie di giochi è invece cresciuta del 78%. E' quanto evidenziato dallo studio sul settore dei giochi in Italia realizzato da CGIA di Mestre ed As.Tro. La ricerca ha messo in luce le differenze del mercato negli anni prima della pandemia e il biennio 2022-2023, i primi in cui i dati non sono stati influenzati dalle chiusure per l'emergenza Covid. A causa di questo calo netto, il peso delle slot/vlt sulla raccolta totale è sceso dal 42% del 2019 al 23% del 2023.
Nel complesso, il comparto retail ha visto la raccolta calare del 15% rispetto al 2019. Soltanto i giochi a base sportiva, i giochi numerici a totalizzazione e le lotterie hanno recuperato i livelli pre-pandemia, con un aumento complessivo di 2,4 miliardi di euro. In leggero calo, invece, giochi a base ippica, lotto e bingo (circa il 7% in meno). Nel settore fisico, slot e vlt generano ugualmente più di metà della raccolta totale (il 54% nel 2022) nonostante il periodo di discesa.
Gli apparecchi da intrattenimento garantiscono però ancora un forte contributo all'Erario, pari a 5,5 miliardi di euro corrispondenti a oltre il 47% del gettito dell’intero settore giochi. Con le ulteriori forme di prelievo previste per le aziende (IRPEF/IRES, addizionali, IRAP, TARI, diritto camerale, contributi previdenziali ecc.) per circa 830 milioni di euro, il contributo complessivo sale a 6,3 miliardi di euro.
GM/Agipro