ROMA - È stata rinviata l'udienza in Corte Costituzionale relativa alla modifica della legge sul gioco della Sicilia, in particolare sull'applicazione del distanziometro. È quanto ha stabilito oggi il Collegio dopo la richiesta di rinvio presentata dagli avvocati della Regione. L'istanza è stata avanzata in seguito alle novità in arrivo con la legge di stabilità regionale: il Governo siciliano, ha spiegato l'avvocata Maria Carmela Mineo, ha infatti presentato un emendamento per la modifica della disposizione censurata. Secondo Mineo, se la norma venisse approvata - verosimilmente entro la fine del mese - si creerebbero le condizioni per la cessazione della materia del contendere. Anche l'Avvocatura di Stato ha dato il via libera al rinvio, precisando però che l'adesione alla richiesta «non implica alcuna acquiescenza a una eventuale rinuncia al ricorso». Questa possibilità sarà valutata quando la norma sarà modificata e a esito della valutazione del testo. La Regione Sicilia dovrà inoltre dare atto che la norma del testo in vigore non abbia avuto applicazione.
La modifica della legge siciliana approvata lo scorso anno ha cambiato l’applicazione del distanziometro (300 metri per i comuni inferiori ai 50mila abitanti, 500 metri per i comuni oltre 50mila) nei confronti di apparecchi e sale scommesse già operative prima dell’entrata in vigore della norma. Il Governo ha impugnato, in particolare, la parte in cui viene stabilito che la stipulazione di un nuovo contratto, anche con un nuovo concessionario, non sarà più considerata "nuova installazione". Secondo il Governo, «tale norma eccede dalle competenze attribuite alla Regione» dallo Statuto speciale «e viola la potestà legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza» stabilita dalla Costituzione.
RED/Agipro
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