ROMA - La ricerca "Oltre il Covid-19. Gioco pubblico e dipendenze in Sardegna", realizzata dall'Eurispes, evidenzia che «anche per la Sardegna i “numeri” dell’occupazione nella filiera del gioco pubblico si confermano assai rilevanti» e arrivano a sfiorare le 6.000 unità. Si tratta di una filiera composita che include non solo i concessionari, ma anche i gestori, gli esercenti e tutto l’indotto delle imprese collegate. «Nel 2019, i punti vendita registrati erano 2.901 e con un totale di 5.922 redditi da lavoro diretti e indiretti». Numeri che «dovrebbero essere adeguatamente considerati quando si determinano specifici interventi e più generali visioni di riforma del settore», sottolinea l'Eurispes.

GIOCO ILLEGALE - Inoltre, spiega la ricerca, le «politiche indirizzate alla prevenzione e al contenimento delle dipendenze da gioco che incidono solo sull’offerta non possono che fallire ottenendo, anzi, non una riduzione dei consumi ma un loro trasferimento nell’area dell’illegalità». Ssecondo i dati della Guardia di Finanza «emerge l’aumento delle violazioni riscontrate e delle sanzioni irrogate nel 2019 (anno di entrata in vigore della legge regionale) rispetto all’anno precedente: si è passati dalle 75 violazioni complessive (61 in materia di apparecchi) del 2018 alle 96 (di cui 90 in materia di apparecchi) nel 2019. L’aumento è molto più significativo guardando all’ammontare complessivo delle sanzioni irrogate in materia di apparecchi e “totem” che da 170mila euro nel 2018 è passato a 402mila euro nel 2019».

MSC/Agipro