ROMA - «Emerge l'esigenza di armonizzazione delle leggi regionali, per non mortificare le imprese che hanno investito sul gioco legale e che impiegano in tutta Italia 200mila persone». È quanto ha detto Antonio De Donno - Procuratore Capo di Brindisi e Presidente dell’Osservatorio Gioco, Legalità e Patologie dell’Eurispes - nel corso della presentazione della ricerca "Oltre il Covid-19. Gioco pubblico e dipendenze in Sardegna". «Nello studio vengono sottolineate le problematiche comuni alle normative locali, ovvero la reale utilità del distanziometro e dei limiti orari. Misure che sembrano ridurre il gioco solo per i giocatori sociali - ma non per quelli problematici, che possono esserne ghettizzati - e che rischiano di "espellere" l'offerta legale con ricadute occupazionali». Il depotenziamento del gioco legale, ha ricordato De Donno, «può favorire l'illegalità, specialmente nel segmento online. Un rischio importante, visto che la fetta annuale del gioco illegale si aggira già intorno ai 20 miliardi di euro». Risulta quindi prioritaria l'armonizzazione delle leggi regionali, «compresa quella della Sardegna, la cui legge presenta gli stessi nodi delle altre normative locali per un settore che conta oltre 6mila addetti». De Donno ha infine sottolineato l'efficienza sul territorio sardo «territoriali per il contrasto al gioco patologico». LL/Agipro