ROMA - Sul gioco, «in Italia non c'è uniformità normativa», ma ci sarebbe bisogno anche «di norme più stringenti a livello europeo». Lo ha detto Piero Comandini, vicepresidente del Consiglio Regionale della Sardegna, nel corso della presentazione della ricerca "Oltre il Covid-19. Gioco pubblico e dipendenze in Sardegna", realizzata dall'Eurispes con il contributo dell’assessorato regionale alla Programmazione e al Bilancio. La legge regionale della Sardegna, approvata nel 2019, «ha colmato un vuoto legislativo: per la prima volta ha affrontato» il tema, «mettendo a disposizione delle risorse» per la prevenzione e la cura. «È necessaria una fortissima azione di informazione e prevenzione per far crescere la consapevolezza» dei rischi. In Sardegna «i nostri servizi di contrasto alle ludopatie hanno ottenuto dei buoni risultati, grazie anche alle ottime professionalità che abbiamo messo in campo», ha aggiunto l'assessore alla Sanità, Mario Nieddu.
MSC/Agipro
Giochi in Sardegna, Comandini (vicepres. Consiglio Regionale): "Abbiamo colmato un vuoto legislativo, ma servono norme europee più stringenti"