ROMA - Per «interrompere il periodo di incertezza che blocca l’economia» del settore giochi e «produce norme senza organicità», è necessario formulare «un sistema di leggi di respiro nazionale, che possa essere una cornice chiara entro la quale tutti i territori possano muoversi, in modo armonioso ed omogeneo, senza disparità», attraverso un «confronto tra le parti», che segua un «approccio intellettualmente onesto e privo di strumentalizzazioni», con l'obiettivo di trovare «soluzioni che vedano al centro il giocatore» e il tema del gioco patologico, «ma che contemporaneamente tengano presente il
valore economico del comparto e la sua importanza in termini di occupazione». È la conclusione della ricerca condotta da BVA Doxa – realizzata attraverso 22 lunghe interviste a stakeholder con focus sulle norme in vigore in quattro regioni: Piemonte, Emilia Romagna, Lazio e Puglia - e illustrata oggi a Roma nel corso di un convegno alla Pontificia Università della Santa Croce di Roma.
DISTANZIOMETRO - «Centrale, nell’ottica di un riordino, la questione del distanziometro»: non può essere «uno strumento che si applica indistintamente e in modo indiscriminato, ma deve essere di volta in volta adattato al contesto territoriale in cui si intende inserirlo», per evitare «la sparizione del gioco in alcune zone – con evidenti danni economici per il comparto e probabile spostamento dei giocatori su altri tipi di offerta – e la concentrazione del gioco in altre zone – con problemi di controllo, monitoraggio e ordine pubblico». Secondo il report, «l’obiettivo del distanziometro non deve essere quello di abolire il gioco, ma di governarlo, impedendo in questo modo anche la sostituzione dell’offerta legale con quella illegale». Va «scoraggiata qualsiasi retroattività di questa misura, che rappresenta un danno notevole per le attività in essere e un elemento di forte
incertezza per gli imprenditori del settore» e, per il distanziometro e per le altre normative che si introducono in materia, serve «un’attività più sistematica di follow up sull’efficacia: serve un’azione più organica, che possa essere la base per eventuali correttivi, potenziamenti o inversioni di rotta».
MSC/Agipro
Foto: DoxaResearch
