ROMA - Un settore in cui, per le organizzazioni camorristiche, «appare più conveniente reinvestire profitti criminosi è quello delle agenzie di scommesse che – per la sua peculiare ramificazione territoriale (che può corrispondere alla dislocazione delle singole agenzie di una determinata società di raccolta di scommesse sportive), oltre che per la stretta relazione con il gioco online, per sua natura, dematerializzato - spesso implica il coinvolgimento di più di un sodalizio criminale. Su questo terreno spesso si formano e consolidano alleanze o, viceversa, si consumano sanguinose rotture». È quanto si legge nella relazione annuale del 2016 della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo presentata questa mattina a Roma alla presenza del procuratore Franco Roberti e della presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi. «L’ambito imprenditoriale in questione, al contrario di altri che vengono tradizionalmente assegnati all’interesse della camorra e che non presentano particolari difficoltà esecutive, richiede un certo grado di esperienza, anche – ad esempio - nei contatti con i referenti delle società che raccolgono scommesse sportive (per lo più straniere)», si legge nella relazione. «In particolare, è emerso, ad esempio, che il sodalizio casalese, gestisce attraverso suoi affiliati (particolarmente esperti nel settore) in modo diretto - ed in contesti sempre più estesi, anche di livello internazionale - il gioco e le scommesse online spesso attraverso sinergie con altre organizzazioni di tipo mafioso», continua la relazione. «Ciò attraverso sofisticate piattaforme informatiche che consentono di governare una mole rilevantissima di scommesse e giochi d’azzardo, che, a loro volta, generano imponenti flussi finanziari verso le casse dell’organizzazione»
RED/Agipro
Giochi, Relazione DNA 2016: «Sodalizi camorristici per la gestione delle agenzie di scommesse e del gioco online»