ROMA - Nel Lazio, le organizzazioni criminali «aventi una caratterizzazione sostanzialmente localistica» gestiscono «singoli e specifici comparti, come ad esempio il traffico delle sostanze stupefacenti, l’usura, il gioco d’azzardo, la prostituzione». I settori in cui la criminalità continua «ad investire i propri capitali sono rappresentati soprattutto dall’edilizia, dalle società finanziarie e immobiliari, e – nell’ambito del commercio – dall’abbigliamento, dalle concessionarie di auto, dalla ristorazione, dalle sale da gioco». È quanto si legge nella relazione annuale del 2016 della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo presentata questa mattina a Roma alla presenza del procuratore Franco Roberti e della presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi. Nonostante questo, «soprattutto cosche della ‘ndrangheta stanno esportando nel tessuto socio-economico nuovo e ricco di potenzialità, come quello romano, interi “affari”, allocando e più spesso replicando attività quali, in particolare, la commercializzazione delle sostanze stupefacenti ovvero la gestione delle sale gioco e delle slot machines». Ad esempio, un'indagine «ha evidenziato l’intervento dell’organizzazione calabrese in uno dei settori di interesse criminale in maggiore espansione, quello del gioco on ine, attraverso Nicola Femia, contiguo al sodalizio dei Mazzaferro di Marina di Gioiosa Ionica (RC)». RED/Agipro
Giochi, Relazione DNA 2016: «Nel Lazio infiltrazioni della 'ndrangheta nel settore delle slot»