ROMA – La Gambling Commission britannica ha pubblicato la propria valutazione dei rischi 2026 sulle vulnerabilità legate al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo nel settore del gioco autorizzato. Basato su dati raccolti tra aprile 2023 e ottobre 2025, il rapporto assegna livelli di rischio ai diversi segmenti e delinea i principali rischi e le vulnerabilità di ciascun tema. Come riporta iGaming Business, l’autorità ha posto l’accento sul continuo progresso tecnologico e il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale, che mettono alla prova l'efficacia dei controlli di adeguata verifica della clientela.
In particolare, sia i casinò a distanza sia quelli non a distanza, insieme alle scommesse, continuano a presentare i profili di rischio più elevati. Al contrario, la National Lottery e le lotterie organizzate da enti restano classificate a basso rischio. I prodotti ad essere considerati più esposti sono quelli che prevedono l’interazione e lo scambio tra giocatori, come il poker, valutato ad alto rischio sia nella versione a distanza sia in persona, e il betting exchange, considerato ad alto rischio negli ambienti online.
Per quanto riguarda software e tecnologie, il settore dei fornitori di software per il gioco viene considerato a rischio medio, riflettendo la natura transfrontaliera delle catene di fornitura e il pericolo che software autorizzati vengano rivenduti a operatori privi di licenza, con vulnerabilità tecniche indicate soprattutto nei sistemi automatici di riscatto dei ticket e nei terminali di scommessa self-service.
Anche i metodi di pagamento restano una preoccupazione centrale, soprattutto per il crescente utilizzo di portafogli elettronici, carte prepagate e fondi collegati a criptoasset, in particolare nel gioco a distanza, considerato un elemento che crea opportunità per attività illecite. Il rapporto ha inoltre messo in guardia da tentativi sempre più sofisticati di aggirare l'adeguata verifica della clientela, compreso l'utilizzo di deepfake, video con sostituzione del volto e altri materiali fraudolenti di identificazione generati dall'intelligenza artificiale.
L’autorità ha anche messo in luce le carenze degli operatori, anch’esse indicati tra i maggiori fattori di rischio in tema di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. In particolare, è stato posto l’accento su politiche deboli nelle due materie, oltre che sulla scarsa formazione del personale e su un insufficiente monitoraggio dei conti collegati. Anche le partnership white label e i rapporti business-to-business sono stati indicati come fattori di rischio, con il rapporto che segnala uno "scrutinio insufficiente" in questi accordi.
AB/Agipro
Foto Credits Flickr CC BY 2.0
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