ROMA – La Gambling Commission, l’ente regolatore per il gioco nel Regno Unito, ha sollevato alcune preoccupazioni sul fatto che le aziende non stiano rispettando pienamente gli standard in materia di antiriciclaggio, affidandosi sempre di più all’intelligenza artificiale. Lo riporta Focus Gaming News, riferendosi a un intervento degli scorsi giorni di John Pierce, direttore Enforcement della Commissione. Se da una parte ha sottolineato il vantaggio dato dai sistemi di IA nell’analizzare enormi quantità di dati sulle transazioni dei clienti in cerca di irregolarità e nel segnalare automaticamente le attività sospette, dall’altra Pierce ha ribadito che le aziende devono assicurarsi che tali sistemi “garantiscano la compliance”, ovvero che, banalmente, facciano quello che viene loro richiesto.
Secondo Pierce, in alcuni casi i responsabili della supervisione degli standard antiriciclaggio presso i vari operatori non hanno esercitato un controllo adeguato. Inoltre, le stesse aziende finiscono per trascurare gli approcci basati sul rischio nelle proprie valutazioni interne. Inoltre, secondo la Gambling Commission ci sono tre aree specifiche in cui la compliance in materia di antiriciclaggio risulta carente, ovvero nella supervisione di terzi, nella tenuta dei registri e in un’eccessiva dipendenza dalle soglie finanziarie invece di una profilazione proattiva del rischio del cliente.
Pierce ha avvertito che la Gambling Commission vede spesso una “disconnessione tra valutazioni del rischio, politiche e procedure, e i controlli messi in atto per attuare quelle politiche. Il fatto che continuiamo a vedere questo come un problema suggerisce che il messaggio non è ancora arrivato”. Pierce ha quindi ribadito che l’applicazione delle norme antiriciclaggio non è negoziabile.
AB/Agipro
Foto Credits Stefano Brivio (buggolo) CC BY 2.0
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