ROMA - «Finalmente delle prese di posizione e degli studi attendibili e non pregiudiziali in materia di giochi». Lo afferma il professor Ranieri Razzante, noto esperto del settore e docente all'Università di Bologna, riferendosi al report di Lottomatica-Censis. «Sono passati circa 10 anni - continua Razzante - da quando la Commissione antimafia, presieduta dal senatore Pisanu e della quale ero consulente, elaborò proposte concrete mai attuate di regolamentazione del settore del gioco. Proposte che vedo riemergere soprattutto per quanto riguarda, finalmente, il riordino normativo ed un testo unico sui giochi, che fui proprio io a delineare in un documento prodotto per la Commissione. Finalmente, si parla della ludopatia come malattia individuale, ma, soprattutto, da esperto del settore, si parla di infiltrazioni mafiose nel gioco legale come eccezioni, spesso consentite da misure e pregiudizi nei confronti del gioco amministrato dallo Stato».
Razzante, infine, ha sottolineato come il «proibizionismo non frutta che alle mafie. E soprattutto, dai dati ufficiali, che sarebbe bene consultare, il settore dei giochi è uno dei più attivi nella prevenzione del riciclaggio, soprattutto attraverso le segnalazioni di operazioni sospette. Mi auguro che la ricerca presentata nei giorni scorsi possa essere tenuta presente dalle competenti autorità legislative, per adottare interventi concreti e rispondenti alla legalità, più garantita che all’estero grazie alla gestione dei Monopoli dello Stato».
RED/Agipro