ROMA - Crescono le sale specializzate mentre cala l'offerta di gioco nei bar e ristoranti. È quanto emerge dal Rapporto attività 2025 della FIPE, che fotografa un totale di 327.000 imprese attive di ristorazione in cui il gioco rappresenta una componente chiave dell'intrattenimento.
Le sale specializzate per i giochi pubblici con vincita in denaro (Bingo, scommesse, apparecchi VLT/AWP), regolate da licenza ex art. 88 TULPS, raggiungono nel 2025 quota 4.929 punti vendita. Il segmento mostra una crescita nel biennio, segno di una progressiva qualificazione dell'offerta. La distribuzione regionale vede in testa la Lombardia con 721 sale (14,6% del totale), seguita dalla Campania con 680 (13,8%) e dal Lazio con 462 punti attivi (9,4%).
Di contro, cala l'offerta di gioco accessoria nei bar e ristoranti (licenze ex art. 86 TULPS). Con 30.417 punti vendita, il comparto registra una flessione superiore al 2% rispetto al 2024. Anche in questo segmento la Lombardia detiene il primato con 5.050 esercizi (concentrazione del 16,6%), seguita dalla Campania con 2.961 locali (9,7%) e dal Veneto con 2.637 (8,7%).
Per quanto riguarda i Punti Vendita Ricariche (PVR) per il gioco online, in attesa della piena operatività dell'Albo nazionale risultano censiti oltre 13.000 punti con codici ATECO riconducibili ai Pubblici Esercizi. In questo ambito la geografia cambia: guida la Campania con quasi il 20% della concentrazione nazionale (19,7%), seguita da Lombardia (11,2%) e Sicilia (10,9%).
Il comparto dei Pubblici Esercizi, nonostante gli 1,14 milioni di dipendenti, attraversa tuttavia una fase di fragilità. Nei primi nove mesi del 2025, il saldo tra aperture (7.740) e chiusure (14.150) resta negativo per 6.410 unità, con il 50% delle imprese che cessano l'attività entro i primi cinque anni.
EMT/Agipro
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