ROMA - Nessun invito alla irresponsabilità, né elementi formali che oltrepassano i limiti del Codice di Autodisciplina. Il Giurì dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) assolve le pubblicità targate Gioco Digitale trasmesse in tv lo scorso maggio: il Comitato di Controllo aveva puntato il dito su due spot per l'entusiasmo mostrato dai protagonisti dopo una vincita, e per il coinvolgimento di vicini e passanti nella festa. Manifestazioni di gioia, che - secondo il Comitato - avrebbero sortito sugli spettatori "una sorta di sollecitazione a perdere, dinanzi al gioco, quel comportamento ispirato a misura, correttezza e responsabilità" tutelato dall'articolo 28ter del Codice. Una visione non condivisa da Bwin Italia, proprietaria del marchio Gioco Digitale: per la società di gaming online - rappresentata tra gli altri dagli avvocati Cino Benelli e Massimo Tavella - la responsabilità e l'invito alla moderazione sono stati evidenziati all'inizio degli spot tramite il richiamo ai rischi sulla dipendenza patologica, mentre in chiusura le stesse avvertenze sono visibili in sovrimpressione. Misure non sufficienti secondo il Comitato, che sottolineava "lo iato che si crea tra l'apertura degli spot e il resto del filmato, che si sviluppa secondo procedure narrative che fanno dimenticare l'incipit". Il Giurì, invece, ha accolto la tesi dell'operatore, ritenendo che il messaggio dello spot è inserito in "un contesto di cautela che, in qualche misura, impacchetta lo svolgimento cinematografico" e dunque "non pare che si possano riscontrare nel messaggio un invito alla irresponsabilità, né elementi formali che esorbitano dai limiti, assai stringenti, che secondo il Codice di Autodisciplina sono imposti alla comunicazione commerciale che promuova giochi con vincite in denaro".
LL/Agipro