ROMA - «Sul gioco ci sono due strade, o viene incanalato nella legalità, gestito dallo Stato, tutelando i soggetti che hanno investito, oppure finisce tutto in mano della criminalità». Così il consigliere Alberto Preioni, capogruppo della Lega della Regione Piemonte, sulla sua pagina Facebook. «In Consiglio Regionale è in atto una mistificazione e una strumentalizzazione - ha detto La Legge del 2016 non sta tutelando i giocatori patologici». Preioni ha ricordato che anche «il procuratore nazionale antimafia, Cafiero De Raho, dice che se non c’è gioco legale c’è il gioco illegale gestito dalla mafia. Noi vogliamo un gioco legale gestito da Stato e imprenditori seri. La nostra legge tutela la legalità e cura i giocatori patologici».
Intanto, in Consiglio Regionale prosegue la battaglia delle opposizioni al ddl. In particolare con la pregiudiziale presentata dal consigliere Domenico Rossi (Pd), secondo cui il progetto di legge è «palesemente contrario alla norma nazionale» che ha previsto il taglio del 35% delle slot. Il riferimento è al decreto del Mef del 2017 sulla riduzione degli apparecchi da gioco.
LL/Agipro