ROMA - «La modifica all’articolo 13 della legge sui giochi del Piemonte, approvata dal Consiglio regionale di pochi giorni fa, «rappresenta un ulteriore “frustata” nei confronti delle imprese del settore del gioco lecito: prevede che le imprese che erano in regola con le distanze al momento dell’entrata in vigore della legge o che si sono successivamente adeguate spontaneamente alla normativa, spostando la loro attività oltre la distanza minima dai luoghi sensibili, non possano essere considerate definitivamente in regola». Lo sottolinea Massimo Piozzi del Centro Studi Astro. «Se in futuro venisse collocata nelle loro vicinanze una nuova attività rientrante nella categoria di "luogo sensibile", perderebbero quel requisito di regolarità che oggi possiedono», spiega, sottolineando che «si tratta di un provvedimento talmente paradossale e poco meditato» da contenere «un implicito messaggio all’intero settore del gioco lecito: caro imprenditore non basta che ti adegui alle regole, perché il tuo futuro non sarà mai sereno, non potrai più dormire sonni tranquilli». L’introduzione di questa nuova disposizione, «nell’ambito di una normativa già estremamente penalizzante», è «un 'invito' a chiudere rivolto agli imprenditori che operano nel comparto del gioco lecito», conclude.
RED/Agipro