ROMA - «Nel secondo trimestre di quest'anno, cioè il periodo che ha visto la chiusura totale delle attività, è stato registrato il crollo del gioco legale da 36.601 milioni del 2019 ai 14.773 milioni dello stesso trimestre del 2020 con un meno 44,5%», continua Pedrizzi. «Questa debacle viene confermata da Marcello Minenna, direttore generale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ha dichiarato che ci vorranno mesi per tornare alla normalità e per recuperare i ricavi del settore crollati del 50% - aggiunge - Naturalmente questo stato comatoso di tutta la filiera del gioco legale si è riflesso sul gettito dello Stato, infatti le entrate tributarie secondo il Mef sono scese nei primi 5 mesi di quest'anno a 149.731 milioni di euro con una diminuzione di ben 15.300 milioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-9,3%)». Secondo l'ex senatore «è proprio quando l'economia attraversa stati di crisi così profonda che la criminalità si fa avanti per conquistare spazi di mercato, per acquistare imprese in difficoltà, per sostituire l'offerta legale - prosegue - Ed allora è chiaro che questo tipo di aggressione dovrà essere contrastata non solo attraverso l'attività di repressione, ma anche attraverso un'azione di riordino e di programmazione delle attività del gioco legale rendendo uniformi le normative tra comuni, regioni e Stato, della razionalizzazione ed omogeneizzazione del prelievo fiscale e dalla capillare estensione della rete di distribuzione, in modo da raggiungere un'adeguata copertura dell'intero territorio nazionale». RED/Agipro