ROMA - Una Commissione d'inchiesta che analizzi «le condizioni complessive del settore del gioco pubblico» e le «dimensioni del gettito erariale», e che si occupi di valutare l'efficacia dei servizi di contrasto alla dipendenza degli enti territoriali e dei servizi sanitari, oltre a valutare eventuali «sovrapposizioni e antinomie» dei poteri regolatori di ministeri, Agenzia delle Dogane ed enti territoriali, soprattutto «nell'azione di contrasto al gioco illegale». Sono alcuni dei compiti della Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico, la cui istituzione è stata proposta da Stefano Vaccari (PD).
La composizione - La Commissione - si legge nel testo che Agipronews ha potuto visionare - sarà «composta da venti deputati, scelti dal Presidente della Camera in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo parlamentare e favorendo un'equilibrata rappresentanza tra i generi». Entro dieci giorni dalla nomina dei componenti, la Commissione sarà convocata per procedere «all'elezione del presidente, di due vicepresidenti e di due segretari».
I poteri - La Commissione «procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria» e «può richiedere agli organi e agli uffici della pubblica amministrazione copie di atti e di documenti» anche «riguardanti procedimenti e inchieste in corso». La Commissione è tenuta a mantenere il segreto «fino a quando gli atti e i documenti trasmessi in copia sono coperti da segreto»
Le relazioni - La Commissione riferirà alla Camera «annualmente, con singole relazioni o con relazioni generali, nonché ogniqualvolta ne ravvisi la necessità e, comunque, al termine dei suoi lavori», si legge ancora nel testo della proposta.
Le spese - Le spese per il funzionamento della Commissione «sono stabilite nel limite massimo di 90mila euro per ciascun anno di durata della Commissione e sono poste a carico del bilancio interno della Camera. Il Presidente della Camera può autorizzare annualmente un incremento delle spese di cui al precedente periodo, comunque in misura non superiore al 30%».
MSC/Agipro
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