ROMA - La legge di stabilità «rinvia le modalità di definizione della disciplina pubblicitaria a un decreto del ministero dello Sviluppo economico e del Mef, ma senza il parere dell'Autorità. Il termine era stato fissato entro la fine di aprile, ma il decreto non è arrivato: aspettiamo di conoscerlo». Lo ha detto Benedetta Liberatore, della direzione dei contenuti audiovisivi Agcom, nel corso del seminario "Gioco d'azzardo, media e minori. Quali regole?". La manovra vieta la pubblicità nelle trasmissioni generaliste dalle 7 alle 22 e si riferisce «solo alla TV tradizionale e non su mezzi dove potenzialmente ci sono più rischi. Su internet non possiamo intervenire», spiega. «Ci sono arrivate numerose richieste di chiarimenti da società di gioco, associazioni ed emittenti, ma le norme non possono essere applicabili prima del decreto. Ci sono difficoltà e incongruenze sui destinatari del divieto e sull'organo che ha il compito di controllare», ha continuato. «Per ora monitoriamo la situazione della pubblicità in TV, ma non applichiamo sanzioni. Da novembre 2015 a 2016 abbiamo monitorato tutti i canali generalisti e, da febbraio,  tutti si sono uniformati al divieto di pubblicità dei giochi nella fascia oraria (dalle 7 alle 22): il trend degli spot è in decrescita anche sui media a pagamento», ha concluso. LL/Agipro