ROMA - Presentata, in Commissione Bilancio al Senato, una versione riformulata dell'emendamento di Fratelli d'Italia, che mira a risolvere la questione degli importi dovuti all'Erario dai concessionari degli apparecchi da gioco, risalente alla Legge di Bilancio 2015: si tratta del taglio ai ricavi della filiera per 500 milioni, deciso dal Governo Renzi. Il testo, firmato dai senatori Ambrogio, Mennuni, Russo, Gelmetti e Nocco, è stato unito a un'altra misura che ha l'obbiettivo di porre fine a una controversia economica tra Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e concessionari delle scommesse ippiche.

Per quanto riguarda gli apparecchi, l'emendamento stabilisce che i concessionari saldino il debito residuo “in misura ridotta, senza interessi, in tre rate di pari importo entro rispettivamente sessanta, centoventi e centottanta giorni dall’entrata in vigore del presente articolo”. La rinuncia a ulteriori contenziosi con lo Stato è tuttavia la condizione necessaria. La riduzione non potrà superare il 20% dell'importo dovuto. In caso di mancato pagamento di anche una sola rata nei tempi previsti, i benefici decadranno e sarà quindi necessario pagare l'intero importo, compresi gli interessi.

Nella parte relativa alle scommesse ippiche, il testo propone che l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli possa "definire in via transattiva le controversie, anche di natura risarcitoria, definite con almeno una sentenza di primo grado o con lodo arbitrale non definitivi, depositati entro la data di entrata in vigore della presente legge". Il tutto in accordo con Ministero dell'Economia e Ministero dell'Agricoltura. Utilizzando come riferimento il rapporto tra il risarcimento stabilito per il concessionario e il suo aggio dovuto alle casse dell'Erario, se il rapporto è fino a 0,8 il risarcimento sarà riconosciuto al 70%. La percentuale scende al 60% se il rapporto è compreso tra 0,81 e 1,59, e al 50% da 1,60 in su. 

DVA/Agipro

 

Foto Credits Paul Hermans CC BY-SA 3.0