ROMA - «Il presidente Zingaretti ha firmato una nuova ordinanza regionale con cui dà il via libera alla ripresa di attività come fiere, cerimonie e congressi ma esclude illogicamente la riapertura di realtà come sale scommesse, bingo e slot, prevista invece a luglio. Si tratta di una decisione incomprensibile e inaccettabile, peraltro in controtendenza rispetto ad altre regioni italiane, e che rischia di nuocere in maniera grave sulla tenuta di centinaia e centinaia di imprenditori del gioco pubblico del nostro territorio regionale, già pesantemente messi in ginocchio dalla crisi economica dovuta alla emergenza coronavirus». È quanto scrivono in una nota i consiglieri regionali della Regione Lazio, Laura Cartaginese (Lega) e Adriano Palozzi (Cambiamo). «Ricordiamo inoltre che il ritardo nella riapertura del settore del gioco legale può rappresentare, di fatto, anche un incentivo al proliferare delle attività malavitose, che parallelamente operano con apparecchi contraffatti, con la diffusione del vero gioco d’azzardo, concorrendo slealmente rispetto all’esercizio pubblico e controllato - continuano - Dunque, oltre a esprimere solidarietà e vicinanza alle attività di gioco pubblico, faremo tutto il possibile per far tornare Zingaretti sui propri passi, evitando uno slittamento dannoso per un comparto che coinvolge nel Lazio circa 8mila persone. Attraverso la mozione promossa dalla Lega e l’interrogazione urgente di Cambiamo intendiamo conoscere le reali motivazioni che hanno portato il governatore del Lazio a partorire questa ordinanza schizofrenica e sollecitiamo la rapida inversione di rotta da parte di una amministrazione, quella di centrosinistra in Regione, sempre più lontana dalle istanze di territorio e comunità». RED/Agipro
Giochi fermi nel Lazio, i consiglieri Cartaginese e Palozzi: "Illogica l'ordinanza di Zingaretti, le sale vanno riaperte"