ROMA - L'introduzione delle nuove regole tecniche sugli apparecchi da gioco nel Lazio, a partire da gennaio 2023, oltre ad essere "in alcuni casi inapplicabile, risulterebbe devastante, sia per gli aspetti riguardanti la tutela del consumatore sia in termini di sostenibilità economica e occupazionale del settore, mettendo quindi a rischio numerosi posti di lavoro nella Regione". A lanciare l'allarme sono gli operatori del settore apparecchi, che hanno espresso "grande preoccupazione in merito all'impatto delle nuove regole tecniche" della legge approvata lo scorso agosto dalla Regione Lazio, unica in Italia a prevedere la riduzione della frequenza delle singole giocate a non più di una giocata ogni 30 secondi per slot e VLT e una pausa obbligatoria di cinque minuti dalle operazioni di gioco ogni 30 minuti consecutivi. 
Le norme prevederebbero quindi, a tutti gli effetti, nuove regole tecniche di produzione degli apparecchi e, come ha fatto notare Adm in una nota inviata al Mef, sarebbero "adottate al di fuori del perimetro di competenza legislativa della Regione, trattandosi di prerogative regolatorie statali e precisamente facenti capo all'Agenzia".
Attualmente, le regole tecniche di produzione degli apparecchi non adottano queste prescrizioni. In particolare, la norma sulla riduzione della frequenza delle singole giocate prevederebbe "la ricertificazione di tutti gli apparecchi collocati sul territorio regionale". Inoltre, per le VLT, "l'introduzione di questa norma per una sola parte del territorio nazionale sarebbe inattuabile" perché "gli apparecchi sono solo i terminali di sistemi di gioco centralizzati", segnala Adm. A breve, una delegazione di ACMI, l'Associazione produttori di apparecchi da intrattenimento aderente a Confindustria - Sistema Gioco Italia, incontrerà i vertici dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
MSC/Agipro

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