ROMA - «Abbiamo incrementato i posti lavoro, abbiamo fatto in modo di tutelare i giocatori. Ostacolare il gioco legale lascerebbe alle mafie tutto ciò che abbiamo creato». Così le rappresentanti del comitato "Donne in gioco" durante il sit-in dei lavoratori del settore davanti la sede della Giunta regionale del Lazio. «Siamo qui per lottare per i nostri diritti e per i nostri posti di lavoro. Siamo un punto di riferimento per l'intrattenimento legale, non ci abbandonate». Tonia Campanella, una delle promotrici dell'iniziativa, ha ribadito l'«effetto totalmente espulsivo» della legge regionale sul gioco, che prevede un distanziometro di 500 metri per tutte le sale da gioco e per gli apparecchi. Una misura, hanno sottolineato le lavoratrici, «senza effetti positivi». «Ascoltate le nostre proposte, il nostro lavoro è legale», è l'appello rivolto alla Regione.
LL/Agipro