ROMA - La proroga dell'entrata in vigore della legge regionale del Lazio sul contrasto al gioco patologico «sarebbe una giusta decisione», perchè quando fu approvata, «non era certo prevedibile cosa sarebbe accaduto nei 18 mesi successivi, con la pandemia causata dal Covid». Lo ha detto Domenico Faggiani, membro dell'Osservatorio della Regione Lazio su gioco patologico e responsabile del Coordinamento Nazionale sul gioco dell'Anci, nel corso del webinar "Analisi dell’impatto sociale del settore del Gioco Pubblico nella Regione Lazio e delle conseguenze dell’entrata in vigore della Legge regionale 5/2013", organizzato da Acadi.
Faggiani sollecita anche alcune modifiche all'attuale impianto della legge sottolineando come «bisogna prevedere espressamente corsi di formazione obbligatori, ed eventuali successivi aggiornamenti, per gli addetti al settore del gioco» che, «se adeguatamente formati, potrebbero svolgere un ruolo importante anche in tema di prevenzione» della dipendenza. Inoltre «andrebbe espressamente prevista la stipula di accordi e di protocolli con l’Ufficio scolastico Regionale, per introdurre nelle scuole secondarie attività di informazione e sensibilizzazione». Ma soprattutto, per Faggiani, «è necessario che, nel corso di questo anno, si riesca ad arrivare ad una norma nazionale, che consenta di riordinare, ridurre e riqualificare tutta l’offerta di gioco pubblico. Un codice del gioco, frutto di un confronto con le regioni e gli enti locali». Successivamente anche la Regione Lazio «potrebbe rivedere la propria normativa, adeguandola al nuovo codice del gioco».
MSC/Agipro