ROMA - Il chiarimento dell'Agenzia Dogane e Monopoli sul caso slot in Piemonte «non ha né il potere di legiferare né quello di fornire l’interpretazione autentica delle leggi in vigore». È quanto precisa l'associazione As.tro in una richiesta di rettifica inviata al quotidiano Repubblica Torino, che ieri si è occupato della vicenda. Il nodo riguarda il documento della direzione piemontese dell'Agenzia, chiamata a interpretare la nuova legge regionale sul gioco. La norma approvata lo scorso luglio consente, presentando un’istanza, il ritorno delle slot machine per i titolari di autorizzazione rilasciata dall'Agenzia. Secondo Adm, tale autorizzazione comprende sia quella per la vendita dei generi di monopolio, sia l'iscrizione all'elenco operatori Ries, che include anche i bar. «Le grida d’allarme riportate nell’articolo denotano una scarsa conoscenza, da parte dei loro autori, del sistema delle fonti del diritto - scrive il presidente As.tro, Massimiliano Pucci - Occorre precisare che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non ha né il potere di legiferare né quello di fornire l’interpretazione autentica delle leggi in vigore». Inoltre, ricorda Pucci, «il termine per richiedere la reinstallazione degli apparecchi dismessi è scaduto il 31 dicembre 2021 e la norma non prevede ulteriori proroghe. Quindi non è assolutamente vero che "le slot machine rischiano di tornare nei bar"», conclude.
RED/Agipro