ROMA – Si terrà il 15 giugno 2023 l'udienza pubblica in Consiglio di Stato sul ricorso di un gestore di Ravenna, a cui il Comune aveva ordinato la chiusura della sua sala giochi per la violazione del "distanziometro". A stabilirlo è l'ordinanza della Quarta sezione, che ha accolto l'istanza per la sospensione della sentenza del Tar Emilia Romagna che aveva confermato il provvedimento comunale. L'istanza, si legge, è stata accolta «ai soli fini del mantenimento della res adhuc integra nelle more della decisione della causa» e la sala continuerà a operare almeno fino alla decisione di merito. Il Tar aveva respinto a dicembre 2022 il ricorso del gestore poiché l'ubicazione della sala non rispettava la legge regionale contro la ludopatia, la quale impone una distanza di 500 metri da determinati luoghi sensibili (in questo caso un cinema multisala) per l'installazione di apparecchi da gioco. In particolare, la società ricorrente aveva fatto ricorso contro la delibera del Comune di Ravenna, la quale interpretando la norma regionale aveva inserito anche i cinema nella categoria dei luoghi sensibili, in quanto “luoghi di aggregazione che offrono attività di richiamo per minori e adolescenti”.

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