ROMA - Il Tar Lazio conferma il no al risarcimento dei danni per gli operatori di giochi che hanno dovuto sospendere l’attività tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, causa emergenza epidemiologica. Nelle due sentenze pubblicate oggi, i giudici della Prima sezione respingono i ricorsi di una sala vlt e una sala bingo. Il Collegio ribadisce che la decisione di fermare le sale durante la pandemia è stata legittima, visto che al loro interno «si assembrano persone che possono stazionare lungamente in esse. Dati questi elementi d’esperienza, è evidente che la frequentazione delle sale espone i relativi avventori ad un elevato rischio di contagio, sicché pienamente logica e razionale è la sospensione delle relative attività». Secondo i giudici non sussiste «una lesione del legittimo affidamento nella discrasia tra le linee guida per la riapertura dell’11 giugno 2020 e le sospensioni di cui al Dpcm del 24 ottobre 2020 (e seguenti)». Infatti, conclude il Tar, «la recrudescenza della pandemia mutava totalmente il contesto: mentre le citate linee guida venivano adottate in una fase calante della pandemia, le sospensioni intervenivano in un momento di crescita inarrestabile ed imprevedibile».
LL/Agipro

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