ROMA - Il Tar Emilia Romagna dice no alla licenza per le sale scommesse collegate a bookmaker senza concessione. La decisione è arrivata oggi nella sentenza che respinge il ricorso presentato da un esercente di Reggio Emilia, a cui la Questura aveva negato l'autorizzazione per l'attività. La sala, emerge dal provvedimento, faceva capo a una società di scommesse austriaca, priva però di concessione italiana. I giudici ribadiscono che l’ordinamento italiano in materia di scommesse prevede una duplice autorizzazione ed è costruito su un sistema “a doppio binario”, «per cui chi intende svolgere l’attività di raccolta scommesse deve munirsi sia della concessione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze - Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, che dell’autorizzazione di pubblica sicurezza». Tale sistema è stato ritenuto compatibile con i trattati Ue anche dalla Corte di Giustizia Europea e dunque «non può che affermarsi la piena compatibilità del sistema concessorio nazionale, laddove richiede all’operatore estero operante sul territorio nazionale il possesso di un titolo abilitativo rilasciato dall’autorità italiana». Il diniego della Questura «risulta legittimo» e quindi il ricorso va respinto, «compresa la richiesta di risarcimento del danno».
LL/Agipro

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