ROMA - La confusione tra raccolta e spesa effettiva nei giochi pubblici continua a provocare una «informazione distorta e parziale»: è quanto afferma Paolo Gioacchini, vicepresidente nazionale Astro con delega per le Marche, in una lettera inviata al portale “cronacheancona.it”, che ieri aveva pubblicato un articolo dal titolo “Ancona brucia 101milioni nel gioco, il Comune mette al bando le slot e i videopoker”.
«Pochi giorni prima di Natale – spiega nella lettera Gioacchini - il gruppo Gedi-L’Espresso ha diffuso informazioni sulle abitudine di gioco degli italiani che, affermano i promotori di questa ricerca, hanno speso 95 miliardi di euro nei giochi pubblici. Il problema è che l'inchiesta confonde il volume della raccolta con il dato reale della spesa per i giochi (ovvero non tiene conto delle vincite)».
Il sito marchigiano attribuiva ai Monopoli di Stato i dati contenuti nell’articolo, «ma in realtà non è così», prosegue Gioacchini. Anzi, «anche per questo motivo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato sul proprio sito istituzionale i dati di spesa effettiva divisa per ogni forma di gioco e per Comune».
RED/Agipro