ROMA - «Lo studio della CGIA Mestre è stato portato avanti con un rigore scientifico che non ha precedenti. Si tratta di una prima tappa di un percorso che dovrà andare avanti, per colloquiare con tutti i rappresentati del settore, in primis la politica». Lo ha detto Pietro Ferrara del Centro Studi Astro, nel corso del convegno “Occupazione, fiscalità, territorio: quale futuro? Radiografia del settore degli apparecchi da gioco”, organizzato da Astro e CGIA Mestre.
«Ci sono numeri molto importanti che riguardano i lavoratori del settore, di cui bisogna tenere conto quando si legifera. Fortunatamente cominciamo a vedere dei segnali di apertura rispetto alla legislazione espulsiva adottata da alcuni territori, ad esempio, sui luoghi sensibili. Se si tratta di scuole o di luoghi di culto va bene, ma se si allargano i luoghi sensibili anche ai bancomat o ai compro oro, la situazione diventa insostenibile», ha detto. «La certezza delle regole e la definizione degli assetti stabili tra i protagonisti del settore sono fondamentali», come pure le innovazioni tecnologiche, «dalle nuove Awpr alla tessera del giocatore: bisogna continuare a confrontarsi e a discutere, è arrivato il momento di fare un contratto nazionale di lavoro per questo settore, per avere delle regole uniformi, così come avviene in tutti gli altri settori», ha concluso.
MSC/Agipro
Giochi, Ferrara (Astro): "Dai territori segnali di apertura, ora serve un contratto nazionale di lavoro per il settore"