TORINO - La ricerca “Gioco pubblico e dipendenze in Piemonte” presentata oggi dall'Eurispes a Torino si sofferma anche sull'impatto della legislazione regionale in materia di gioco sugli affari dell’associazione criminale, evidenziando come gli apparecchi da gioco illegali «funzionano nonostante il divieto regionale» e vanno a coprire la domanda di gioco in territori lasciati scoperti dall’offerta pubblica che si è fortemente ridotta.
Per quel che riguarda gli apparecchi da gioco, si legge nella ricerca, la Guardia di Finanza ha individuato un vero e proprio “campionario” di sistemi illeciti, tra cui i  "totem”: si tratta di apparecchi non collegati alla rete dei Monopoli di Stato che, tramite connessione Internet, consentono di accedere a siti con server posti in Paesi esteri e permettono l’accesso a un’offerta estremamente ampia, che include giochi analoghi a quelli proposti dagli apparecchi legali che offrono il gioco pubblico. In sostanza, spiega l'Eurispes, rappresentano una delle forme di offerta di gioco non autorizzata e gestita dalla criminalità organizzata, alternativa all’offerta di gioco legale, oggetto delle limitazioni previste dalla legge. «Le politiche che, di fatto, espellono dal mercato legale quote rilevanti o, come nel caso dello scenario piemontese, maggioritarie della propensione al gioco, rappresentano, quindi, una vera manna per la criminalità», conclude l'Eurispes. MSC/Agipro