ROMA - Valorizzare la «responsabilità sociale di tutte le imprese coinvolte inclusi gli Istituti di Credito», alla ricerca «di un punto di incontro “eticamente sostenibile”». È questo l'auspicio degli avvocati Andrea Strata e Chiara Sambaldi, Direttori dell’Osservatorio Permanente su Giochi, Legalità e Patologie dell’Eurispes, per risolvere la questione dei mancati finanziamenti delle banche agli operatori di gioco. «Nell’attuale congiuntura di grave crisi economica connessa alla diffusione del Covid-19, alcune imprese del settore lamentano un ingiustificato trattamento discriminatorio», si legge nel magazine online dell'istituto di ricerca. «Alcuni Istituti di Credito risultano addurre l’assenza di “profili di credito” per la concessione del finanziamento secondo i “parametri di valutazione della Banca”». Un atteggiamento rischioso secondo gli avvocati, che ricordano « i recenti allarmi lanciati dal Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, relativamente ai rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale». Secondo Eurispes lo Stato non può «tollerare abusi e comportamenti non solo abnormi, ma contrari all’interesse collettivo» ed è necessario «inquadrare correttamente» le attività di gioco, anche attraverso il suo riordino organico. La strada è quella «della valorizzazione della responsabilità sociale di tutte le imprese coinvolte inclusi gli Istituti di credito, nella ricerca di un punto di incontro “eticamente sostenibile” affinché le imprese che operano in un settore così “sensibile” e controllato come quello del gioco pubblico non siano private delle risorse vitali per la propria sopravvivenza a vantaggio dell’illegalità». In questo senso l’Osservatorio Permanente su Giochi «ha già avviato un percorso di studio e monitoraggio dei provvedimenti bancari che hanno negato ad alcune imprese di gioco l’accesso al credito (senza alcun riferimento al merito creditizio), anche in chiave statistica ed al fine di far emergere le reali motivazioni che sorreggono alcune politiche bancarie e le eventuali criticità alla luce dei princìpi di matrice costituzionale ed europea». RED/Agipro