ROMA - La Regione Emilia Romagna ribadisce il proprio impegno contro la lotta alle ludopatie e smentisce l'applicazione di un atteggiamento più soft verso le sale slot. «Da parte della Regione, non c'è nessun ammorbidimento nella lotta al gioco d'azzardo. E' inutile cercare di trovare, nella nostra strategia contro le ludopatie, tentennamenti o ammiccamenti: non ce ne sono e non ce ne saranno. La chiusura, imposta dalla legge, di sale slot e videolottery nel raggio di 500 metri da luoghi sensibili, come scuole e ospedali, è certa e inesorabile», ha spiegato l'assessore regionale al Commercio, Andrea Corsini. L'ultima delibera sul tema approvata dalla giunta regionale «ha il solo scopo di chiarire alcuni punti della norma che rischiavano di generare problemi e confusione. In particolare, abbiamo agito su due fronti: il primo riguarda la proroga alle delocalizzazioni e il secondo la mappatura dei luoghi sensibili da parte dei Comuni», specifica Corsini.
Nel primo caso, in particolare, continua l'assessore regionale al Commercio, «abbiamo dato ai Comuni stessi la possibilità di prorogare per massimo sei mesi e valutando caso per caso, la delocalizzazione, ovvero la spostamento delle attività da chiudere, in una zona libera da strutture sensibili, ma spostamento o chiusura non sono negoziabili». Nel biennio 2018-2019 la Regione ha investito nel Fondo per il gioco d'azzardo patologico oltre 7,4 milioni di euro per la cura e la prevenzione da queste dipendenze, anche attraverso incentivi agli esercizi commerciali che aderiscono al marchio 'Slot free ER'. Per questo, ha concluso Corsini, «voglio ribadire per l'ennesima volta che la Regione e' contro il gioco d'azzardo e lo siamo non a parole».
RED/Agipro