ROMA - La delibera regionale approvata in Emilia-Romagna il 12 giugno scorso «non cancella dal territorio urbano solo sale dedicate, sale scommesse, sale bingo, ma decreta anche la morte lenta (ma non lentissima) per tutte le apparecchiature da gioco lecito installate in bar, tabaccherie e circoli privati. L’impossibilità di sostituire il congegno guasto o obsoleto all’interno di tutti gli esercizi collocati nel percorso pedonale sensibile, equivale a qualche mese di sopravvivenza del gioco lecito in città, ma nulla di più». È quanto si legge in una nota dell'associazione dei gestori Astro che, dopo i recenti convegni a Torino e Milano, dà appuntamento a Bologna come «centro di incontro tra settore e territorio, ma soprattutto di sensibilizzazione della politica locale verso quelle decine di migliaia di lavoratori emiliano-romagnoli, quelle migliaia di attività imprenditoriali e commerciali che dovranno rassegnarsi all’epurazione per delibera di giunta regionale». L’evento sarà preceduto da «una serie di richieste di incontri e interlocuzioni, fondate soprattutto sul fatto che né la legge, né la delibera risultano essere state emanate con audizioni di categoria». 
RED/Agipro