ROMA - "La copertura dei costi del servizio di consulenza sul debito è garantita dall’utilizzo di fondi pubblici e privati erogati dalle principali categorie di creditori dei soggetti sovraindebitati, quali banche, intermediari finanziari e gestori delle scommesse e del gioco d’azzardo. La definizione dei criteri e delle modalità per il riconoscimento del corrispettivo relativo allo svolgimento dell’attività di consulenza è demandata ad annuali decreti del Ministero della giustizia". E' quanto ha detto la senatrice Erika Stefani (LSP-PSd’Az), durante un'intervento in aula al Senato, in cui ha illustrato i contenuti del provvedimento riguardante le 'Norme sulla tutela anticipatoria della crisi da sovraindebitamento', finalizzato a rafforzare le misure anticipatorie della crisi da sovraindebitamento e la tutela del soggetto debitore attraverso la creazione di un sistema di servizi di consulenza sul debito, articolato a livello territoriale, e della valutazione preventiva della capacità di rimborso del finanziamento da parte del soggetto finanziato, utile ad evitare la perdita di reddito e l’erosione del patrimonio in conseguenza della situazione di crisi da sovraindebitamento. In particolare, ha sottolineato la senatrice, "l'articolo 4 delinea le caratteristiche generali dei servizi di consulenza sul debito, che devono essere erogati nel rispetto dei princìpi di indipendenza, professionalità, gratuità per il fruitore e universalità di accesso. L’assistenza mira a garantire al soggetto finanziato la piena comprensione dei rischi connessi alla stipula di un contratto di credito e a sviluppare una consapevolezza critica del rapporto tra la propria situazione patrimoniale e la capacità di rimborso del debito", ha concluso Stefani.
FP/Agipro