ROMA – Arriva un'altra serie di sentenze del Trga di Bolzano, che ha respinto i ricorsi di alcuni gestori contro la legge provinciale del 2016 sul gioco. Tale norma, infatti, vieta l'installazione di apparecchi da gioco se in un raggio di 300 metri sono presenti determinati luoghi sensibili, come scuole o chiese. Già nei giorni scorsi il tribunale si era pronunciato confermando la legittimità della legge. Secondo i giudici, infatti, ha valore quanto affermato dal Consiglio di Stato in una sentenza del 2019, arrivata dopo la disposizione di una C.T.U. (Consulenza Tecnica d'Ufficio) che aveva come obiettivo l'individuazione delle porzioni di territorio in cui poter installare gli apparecchi sul territorio comunale e su quello provinciale. Tale consulenza aveva quindi verificato l'assenza del cosiddetto “effetto espulsivo”, per cui sarebbe possibile l'installazione di apparecchi da gioco in una porzione inferiore all'1% del territorio. Sempre il Consiglio di Stato, citato nella sentenza del Trga, escludeva che la legge provinciale potesse “determinare una espulsione dal mercato delle imprese appellanti, sia sotto il profilo dell’interdizione assoluta dai singoli territori comunali, sia sotto il profilo dell’abbattimento delle raccolte e dei ricavi”, e che quindi, la questione di legittimità costituzionale fosse “connotata da manifesta infondatezza”.
RED/Agipro