ROMA – Una sala scommesse di Bologna potrà rimanere aperta, in quanto alla presentazione della domanda l'esercizio rispettava la distanza minima dai luoghi sensibili. Lo ha stabilito il Tar dell'Emilia Romagna, che ha respinto l'istanza cautelare di un condominio presente in zona, il quale sosteneva che la posizione della sala non fosse in linea con la legge regionale sul distanziometro. La norma del 2013 infatti vieta l'installazione di apparecchi a meno di 500 metri da determinati luoghi sensibili, e secondo il ricorrente nel frattempo il percorso dal luogo sensibile all'esercizio sarebbe cambiato. Nel pronunciarsi a favore della società che gestisce la sala, rappresentata dall'avvocato Gianfranco Fiorentini, il Tar ha spiegato che “non sussistono i presupposti per la concessione della chiesta misura cautelare” poiché “al momento della presentazione della domanda e della conseguente istruttoria, erano sussistenti i requisiti distanziali rispetto ai luoghi sensibili” secondo la legge regionale. Nell'ordinanza si legge inoltre che il ricorrente “non ha evidenziato un pregiudizio grave ed irreparabile, lesivo della propria posizione giuridico-soggettiva, in conseguenza dell’adozione del provvedimento gravato”.
GM/Agipro
Foto Credits George Hodan CC0 1.0