ROMA – La legge della provincia di Trento sul distanziometro crea una spaccatura tra Consiglio di stato e Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa. Il Trga ha infatti respinto la domanda di sospensione cautelare presentata dal titolare di un bar di Mezzolombardo, il quale chiedeva di annullare un provvedimento di rimozione di nove apparecchi da gioco presenti nel locale, fissando poi la discussione alla prossima udienza, che si svolgerà il 12 gennaio 2023. La decisione del Tribunale regionale è stata presa poiché il locale si trova vicino a diversi luoghi sensibili secondo la legge provinciale del 2015, che prevede una distanza di almeno 300 metri per l'installazione degli apparecchi. Il provvedimento è però in contrasto con la decisione del Consiglio di Stato della settimana scorsa di sospendere la chiusura di una sala giochi, sempre in provincia di Trento, in quanto non il diritto alla salute non è da considerare un “diritto tiranno”. I giudici provinciali, però, hanno ritenuto “più analitiche e consolidate in diritto” le motivazioni contenute in alcune sentenze, espresse sempre dal Consiglio di Stato lo scorso novembre, riguardanti la legge provinciale di Bolzano sul distanziometro, la cui legittimità è stata confermata sottolineando l'importanza della tutela della salute. I giudici del Trga hanno poi richiesto alla Giunta Provinciale di Trento maggiori informazioni sullo stato del gioco sul territorio della provincia: diffusione delle sale, attività di informazione, sensibilizzazione e di vigilanza sul territorio.

RED/Agipro

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