ROMA – Arriva dal Consiglio di Stato una nuova conferma sulla chiusura di una sala giochi di Bolzano perché troppo vicina a luoghi sensibili. E' stato infatti respinto il ricorso della società che gestisce l'esercizio, il quale aveva fatto appello a Palazzo Spada dopo la sentenza del Tar che ordinava la chiusura della sala. Al centro della questione la legge provinciale sul distanziometro che prevede almeno 300 metri di distanza da determinati luoghi sensibili, in questo caso tra gli altri una comunità comprensoriale. Già nell'ordinanza di ottobre 2020 il Consiglio di Stato spiegava come anche le comunità comprensoriali appartenessero ai siti sensibili. Anche nella sentenza sullo stesso caso viene confermato che, secondo la norma provinciale, appartengono ai luoghi sensibili “le strutture sanitarie e socio assistenziali pubbliche e private che svolgono attività di accoglienza, assistenza e consulenza”. In particolare, nel luogo in questione “vengono erogati i servizi di assistenza sociale finanziaria quali l’inserimento nella vita sociale tramite reddito minimo sociale, l’erogazione di contributi per l’affitto e spese accessorie, l’assistenza di base socio-pedagogica per minori e adulti, servizi di sostegno dell’integrazione sociale di persone a rischio, tra cui persone con problemi psichici, problemi di dipendenza e persone disabili” e che quindi vi hanno accesso “persone che si trovano in situazioni particolari, tra cui anche persone che sono sensibili verso tematiche di dipendenza e di ludopatia, bisognosi di tutela preventiva”.
GM/Agipro
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