ROMA – Confermato il ritiro della licenza a una sala giochi di Quart, arrivato in seguito alle disposizioni della legge regionale sul distanziometro. A deciderlo è stata la Terza sezione del Consiglio di Stato, che ha ribadito quanto evidenziato in una precedente decisione del Tar sulla base della norma sui giochi, che prevede una distanza di almeno 500 metri da determinati luoghi sensibili per l'installazione degli apparecchi. In particolare, il provvedimento era arrivato poiché la legge del 2018 aveva anticipato la data di entrata in vigore della distanza minima dai luoghi sensibili dal 2023 al 1° giugno 2019. I giudici hanno evidenziato che il provvedimento di ritiro della licenza “risulta debitamente motivato dalla sussistenza di una precisa ed oggettiva circostanza territoriale”. E' stato poi affermato come non possano essere messe in dubbio né la competenza del Comune nell'attuare previsioni normative della regione, né quella della Questura a “procedere al ritiro del titolo in mancanza delle condizioni di legge necessarie al suo rilascio e al suo mantenimento”. Il Collegio ha anche sottolineato che le disposizioni normative regionali “non si rivelano ostative allo svolgimento delle attività di intrattenimento mediante giochi leciti sull’intero territorio regionale o su sue ampie porzioni in modo da rendere impossibile o eccessivamente difficoltoso l’accesso degli utenti”. Quanto all'indennizzo richiesto dal titolare della sala, il Consiglio di Stato ha spiegato come esso non sia dovuto, poiché le autorizzazioni amministrative, in questo caso quella di pubblica sicurezza, “non creano un rapporto bilaterale fra amministrazione e cittadino” tanto da “creare il diritto ad un indennizzo in caso di alterazione del rapporto”.

GM/Agipro

Foto credits Sailko CC BY 3.0