ROMA - "Nel corso degli ultimi anni c'è stato un vero attacco, studiato nei modi e nei tempi, contro il sistema regolatorio italiano". E’ quanto ha sostenuto Chiara Sambaldi, legale che da anni si occupa di giurisprudenza penale nel settore dei giochi e delle scommesse, nel corso di un convegno di Lexandgaming. “Non c'è stata invece una risposta a tale attacco – ha proseguito - che è finalizzato chiaramente alla disapplicazione della norma interna. Occorre un innalzamento della pena per la raccolta di scommesse abusive: ciò consentirebbe alle procure di effettuare le intercettazioni telefoniche. Ora il massimo della reclusione è di tre anni, un livello che non appare sufficiente per contrastare il fenomeno: attualmente, l’incertezza sull'applicabilità di una norma amministrativa all'interno di una procedura di gara incide direttamente sul mantenimento del sequestro di un'agenzia priva di concessione”. NT/Agipro