ROMA - Il conto corrente potrebbe diventare un diritto garantito per tutti i cittadini. E anche per le imprese di giochi, che tanti problemi stanno affrontando nel rapporto con le banche. E’ quanto prevede il Ddl S. 1595 attualmente all’esame della commissione Finanze e Tesoro del Senato. La proposta non impone ai cittadini l’obbligo di aprire un conto corrente, bensì introduce un obbligo a carico degli istituti bancari. Se il testo diventerà legge, le banche non potranno più rifiutare l’apertura di un conto corrente a chi ne faccia richiesta e non potranno più chiudere un conto corrente, sia esso a tempo determinato sia a tempo indeterminato, quando il saldo risulta attivo. Qualora esistano motivazioni che giustifichino il rifiuto, la banca dovrà comunque comunicarle in forma scritta entro 10 giorni dalla richiesta di apertura del conto, spiegando le ragioni del diniego. L’obiettivo è evitare situazioni nelle quali le persone – o le società (anche appartenenti all’industria del gioco) - si vedono negare l’accesso ai servizi bancari senza una motivazione e preavviso, rimanendo di fatto escluse da numerose attività economiche ormai completamente digitalizzate. Le audizioni – a cui ha anche partecipato l’Associazione gestori Scommesse (Agsi) – continueranno nelle prossime settimane: il punto più delicato del testo riguarda l’obbligo generalizzato imposto agli istituti di credito, che intendono conservano un margine di autonomia nella scelta dei rapporti contrattuali da instaurare con la clientela.

NT/Agipro

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