ROMA - A poche ore dal Consiglio dei Ministri che avrebbe dovuto deliberare sul decreto giochi - previsto dalla delega fiscale, i cui punti principali riguardano il cambio di tassazione e la razionalizzazione del parco slot machine - il Governo avrebbe "riavocato a sé" il testo, per produrne uno nuovo. È quanto si legge sul Messaggero di oggi, secondo il quale Palazzo Chigi avrebbe anche chiesto la consulenza di alcuni studi internazionali per la stesura della nuova versione. Il nuovo testo è molto più asciutto del precedente (una ventina di articoli contro i 114 precedenti) ma avrebbe riaperto «una serie di nodi che sembravano risolti». Di qui la possibilità di accantonare per il momento i decreto sui giochi. Un'eventualità che ha messo in allarme il settore, in attesa di un quadro definitivo che dia certezza agli investitori. «Chi lavora per non presentare il testo - ha spiegato Massimo Passamonti, presidente di Sistema Gioco Italia  di Confindustria - è interessato a mantenere una situazione precaria per gli operatori del gioco legale, a tutto vantaggio di un mercato grigio, di un'offerta di gioco illegale non autorizzata».  Spiega inoltre nell'articolo il manager di una delle principali società del gioco, che però ha voluto mantenere l'anonimato, come le concessionarie siano pronte a un contenzioso miliardario con lo Stato, davanti alla Corte di Giustizia europea, per chiedere indietro i soldi spesi per concessioni «che rischiano di diventare carta straccia». RED/Agipro