ROMA - "Il riordino è da tempo sul tavolo dei Governi che si sono susseguiti, ma negli ultimi anni nessuno è riuscito a intervenire in maniera corretta, con il continuo inasprimento della pressione fiscale: la notizia dell'ulteriore aumento del prelievo sugli apparecchi lo dimostra. Inoltre non si è mai tenuto conto che, dietro al settore degli apparecchi, c'è una filiera composta da 300mila addetti. Se si incide solo su un'offerta di gioco, si affossano tutte le aziende di quel comparto. Un ulteriore inasprimento della tassazione come quello che sarebbe stato inserito nella manovra del Governo porterebbe alla chiusura molte aziende". Lo ha detto il presidente di Sapar, Raffaele Curcio, nel corso di un convegno sul riordino del gioco pubblico a Roma. "Non si è trovato ancora nessun accordo con gli enti locali perché con il sistema delle distanze dai luoghi sensibili si vuole concentrare il gioco nelle periferie, incrementando il problema della dipendenza senza trovare una soluzione", ha continuato. "È necessario un approccio culturale più che proibizionista sul gioco, bisogna informare e formare gli operatori". Inoltre, oltre alla riduzione del 30% del numero degli apparecchi proposta dal Governo, "bisogna ridurre tutta l'offerta di gioco, in maniera equilibrata. Abbiamo proposto anche degli strumenti per il contenimento della dipendenza, attraverso semplici interventi tecnici e concreti sugli apparecchi, per evitare il gioco minorile ma anche per ridurre la compulsività", ha sottolineato Curcio. "Bisogna fare chiarezza: è importante tutelare il giocatore, ma è altrettanto importante preservare le aziende".
MSC/Agipro
Giochi, Curcio (Sapar): “L’aumento della tassazione sulle slot porterebbe alla chiusura di molte aziende”