ROMA - L'emergenza Covid continua a incidere sui ricavi erariali dai giochi: secondo i dati del Conto Riassuntivo del Tesoro, nel 2021 gli incassi per entrate del bilancio dello Stato da lotto, lotterie ed altre attività di gioco sono stati pari a 11,7 miliardi di euro, il 19,6% in più rispetto al 2020 - un anno caratterizzato dai lockdown prolungati della rete retail – ma con una diminuzione di circa 3,1 miliardi rispetto ai 14,8 miliardi del 2019, l'ultimo anno pre-pandemia. 
Prosegue il calo per il prelievo applicato a Slot e Vlt, un dato condizionato dalla chiusura della rete legale dei giochi nei primi mesi dell'anno: incassati 3 miliardi di euro, a fronte di oltre 3,2 miliardi del 2020, il 5,2% in meno. Superano i 7,8 miliardi i proventi del lotto (+31,8%), mentre 294 milioni arrivano da altre attività di gioco (+29,5%) e 393 milioni derivano dalla quota del 40% dell’imposta unica sui giochi di abilità e sui concorsi pronostici (+25,5%).
In un altro capitolo di entrate - tra quelle extra-tributarie - sono indicati dal Mef oltre 62 milioni per il diritto fisso erariale sui concorsi pronostici (+29,8%), a cui si aggiungono oltre 187 milioni incassati dai canoni di concessione per la gestione della rete telematica relativa agli apparecchi da divertimento ed intrattenimento e dai giochi numerici a totalizzatore nazionale (in calo del 23,2%). Altri 614 milioni arrivano dalla ritenuta del 6% sulle vincite del gioco del lotto (+35%), 12,3 miliardi dalle lotterie nazionali ad estrazione istantanea (+51,9%), 1,1 miliardi dai proventi derivanti dal gioco del bingo (-17,7%) e 8,3 milioni di euro dal versamento di somme da parte dei concessionari degli apparecchi (-53,5%).
MSC/Agipro

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