ROMA - Verrà discusso direttamente nel merito, il 4 giugno, il caso dei limiti orari a Guidonia Montecelio, in provincia di Roma. È quanto ha stabilito la Quinta sezione del Consiglio di Stato nella camera di consiglio odierna. La vicenda, particolarmente rilevante per gli operatori di gioco, riporta in primo piano la complessa questione delle limitazioni per le attività legate al settore, in particolare per slot machine e videolottery. Nel caso di Guidonia - così come in quello di Anzio - le sezione Seconda bis del Tar Lazio aveva annullato il provvedimento con il quale erano state previste 16 ore di stop per tutti gli apparecchi da gioco. Il Tribunale amministrativo aveva però ritenuto che i limiti orari fossero stati stabiliti senza tenere in considerazione l’intesa siglata nel 2017 tra Stato ed enti locali; la Conferenza Unificata aveva previsto fino a un massimo di 6 ore complessive di chiusura quotidiana del gioco, sempre e comunque in accordo con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Un accordo a cui non è mai seguito il decreto attuativo del Mef, ma che per la sezione Seconda bis era comunque impossibile da ignorare.

Contro la sentenza del Tar ha presentato appello il Comune di Guidonia, che nell'udienza a porte chiuse di oggi ha rinunciato alla richiesta cautelare. Le parti hanno quindi concordato di tornare sulla questione il prossimo 4 giugno, una data non casuale. Nello stesso giorno, sempre in Consiglio di Stato, è infatti in programma anche l'udienza pubblica sui limiti orari di Roma, vicenda che in questo caso si è conclusa al Tar Lazio con la bocciatura dei ricorsi presentati dagli operatori.  LL/Agipro