ROMA – “Digitale non significa per forza tracciabile, lo strumento digitale da solo non basta se non è accompagnato dalle informazioni corrette. Per fortuna il settore del gioco sembra aver assorbito bene le pratiche antiriciclaggio”. Lo ha dichiarato Alessia Cassetta (Divisione Settori speciali e contrasto del finanziamento del terrorismo Uif – Banca d'Italia) durante un evento in corso a Roma.

“Due terzi delle segnalazioni antiriciclaggio alla Uif del settore giochi – ha continuato Cassetta –  provengono dall'online e la maggior parte riguardano gli strumenti di pagamento. Per quanto riguarda i pagamenti in contante, il tracciamento si limita all'identificazione della persona che ha effettuato il pagamento, da cui possiamo sapere se è un soggetto che movimenta spesso denaro e se può essere un profilo a rischio. Per quanto riguarda invece l'Anagrafe dei Conti Gioco, non possiamo accedere direttamente, ma bypassiamo il problema attraverso i protocolli d'intesa con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. E’ fondamentale condividere i dati”.

“Quando un giocatore effettua un pagamento con i nostri strumenti, non deve solo inserire i suoi dati anagrafici ma viene registrato anche il suo profilo di rischio, la fascia di di reddito, la professione e la sua attività di gioco”, ha spiegato Raffaele Gnazzi, amministratore delegato di AdmiralPay, leader del mercato di pagamenti. “Noi – ha aggiunto – convenzioniamo anche i Pvr, che diventano quindi dei soggetti qualificati, e apriamo anche per loro dei conti di pagamento, così come li apriamo per i concessionari. Dal nostro punto di vista, l'identificazione non è sufficiente e bisogna guardare alla normativa delle intermediazioni finanziarie, secondo cui non è accettabile che un soggetto Pvr, con tutto il rispetto, possa maneggiare del denaro contante di qualsiasi importo per destinarlo poi al concessionario. E’ necessario riportare sotto le normativa bancaria e anti-riciclaggio, applicabile a livello europeo, per i giochi, che sono un settore che viene considerato ad alto rischio dalle istituzioni”.

DVA/Agipro

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