ROMA - La Settima sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una esercente campana condannata dal Tribunale di Afragola e dalla Corte di Appello di Napoli per ricettazione. Alla base della condanna “l'assenza di plausibili spiegazioni in ordine alla legittima acquisizione delle macchinette video-poker” che per la Cassazione “si pone come coerente e necessaria conseguenza di un acquisto illecito”. Per i giudici supremi la sentenza della Corte territoriale “si è adeguata al costante orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo il quale, ai fini della configurabilità del delitto di ricettazione è necessaria la consapevolezza della provenienza illecita del bene ricevuto, senza che sia peraltro indispensabile che tale consapevolezza si estenda alla precisa e completa conoscenza delle circostanze di tempo, di modo e di luogo del reato presupposto”. LL/Agipro
Giochi, Cassazione conferma accusa di ricettazione per acquisto illecito di apparecchi