ROMA - La Terza sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna per gioco abusivo nei confronti del titolare di un sala giochi a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Nei confronti dell’imputato era stata disposta dal Tribunale e dalla Corte di Appello di Messina la pena di quattro mesi di arresto oltre a una multa per la presenza all’interno del suo locale di apparecchi da gioco non autorizzati. La Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso: è vero, scrivono i giudici nella sentenza, che per contestare questo tipo di reato è necessario accertare che gli apparecchi «siano potenzialmente utilizzabili per l’esercizio del gioco d’azzardo» e per fini di lucro. In questo caso, però, il Collegio ha ritenuto adeguate le considerazioni dei giudici di primo grado: gli apparecchi sono stati trovati «nel locale seminterrato, adeguatamente nascosto alla vista, della sala giochi gestita dal ricorrente». La Corte di Appello, inoltre, «ha osservato che l'utilizzo dei macchinari, per fini di lucro, doveva ritenersi in concreto dimostrato, senza necessità di ricorrere ad una perizia, in considerazione dell'avvenuto rinvenimento di somme di denaro in tutti gli apparecchi funzionanti». Una circostanza che anche per i giudici supremi non può essere giustificata dalla tesi difensiva «secondo cui il denaro, 445 euro, sarebbe stato custodito negli apparecchi a mo' di salvadanaio, nonostante il protratto mancato utilizzo dei medesimi apparecchi». LL/Agipro
Slot illegali in seminterrato, Cassazione conferma la condanna: "Dimostrato il fine di lucro"