ROMA - La proposta di modifica alla legge regionale della Calabria "non consente di aprire ulteriori punti di raccolta di gioco, ma si limita ad uniformare le distanze di rispetto dai luoghi sensibili già individuati dalla norma, eliminando la attuale distinzione tra Comuni in base alla popolazione e limitando le licenze a quelle già rilasciate al 28 aprile 2018". Lo chiarisce il presidente dell'associazione Sapar, Domenico Distante, in una lettera indirizzata al presidente, ai consiglieri capigruppo ed ai consiglieri del Consiglio regionale della Calabria.
La proposta, inoltre, "non liberalizza gli orari di gioco, ma delega i sindaci, che ne hanno la competenza, alla loro individuazione come già previsto dalla normativa nazionale e come affermato dalla Corte Costituzionale", ricorda Distante, sottolineando che "il settore del gioco pubblico garantisce in Calabria oltre 8.000 posti di lavoro che l’attuazione della Legge Regionale nr. 9/2018, senza opportune ed urgentissime modifiche, rischia di far sparire quasi del tutto". A rischio anche "la sicurezza e la salute dei cittadini calabresi, perché eliminare l’offerta legale non fa altro che regalare il mercato all’offerta illegale e alle organizzazioni criminali. Non modificare la norma avrebbe come ineludibile conseguenza il dilagare di offerta di gioco non controllata, più pericolosa per i giocatori, difficile da individuare e contrastare, ma soprattutto il rafforzamento delle organizzazioni criminali del territorio e un grave danno erariale".
RED/Agipro

Foto: Salvatore Migliari, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons